La fotografia sportiva.. Regole.

By Richard / Luglio, 8, 2011 / 0 comments

Nella fotografia sportiva e d’azione la velocità è tutto. Il momento in cui il pallone gonfia la rete, lo sciatore sbatte su un palo, il cestista schiaccia il pallone, sono i momenti che vogliamo e dobbiamo essere in grado di immortalare per descrivere nel modo migliore l’evento a cui abbiamo assistito. La necessità di cogliere l’attimo impone alcuni requisiti che un fotografo deve saper soddisfare, innanzitutto procurandosi il corretto equipaggiamento. In secondo luogo, è necessario seguire alcune linee guida per impostare correttamente la macchina fotografica. In questo articolo, vediamo quali sono queste linee guida, per aiutare chi è alle prime armi ed evitargli di brancolare nel buio quando le sue foto d’azione non risultano come vorrebbe.

Consideriamo innanzitutto, come spesso facciamo, il triangolo dell’esposizione, ovvero apertura, tempo di esposizione ed ISO.

L’elemento principe nella fotografia d’azione è, come potete immaginare, il tempo di esposizione (o tempo di posa). Solitamente il nostro obiettivo è quello di congelare l’azione, di immortalare un gesto o un’espressione estremamente intensi e significativi. Per fare ciò il tempo di esposizione deve essere breve o molto breve. I tempi di posa più lenti di 1/125s sono da evitare. Anzi, spesso sarà necessario scendere molto più in basso arrivando anche a tempi sotto il millesimo di secondo. L’eccezione è costituita dai casi in cui vogliamo ottenere il mosso artistico, ovvero vogliamo che i movimenti creino delle scie. In questi casi siamo liberi di sperimentare tempi di posa molto più lunghi.

L’apertura da usare dovrà essere generalmente ampia. Se osservate le foto di atleti che affollano le riviste, ma anche la rete, vi accorgerete di come lo sfondo risulti spesso molto sfocato. Ciò permette di isolare gli atleti e di concentrare l’attenzione su quello che stanno facendo in quell’istante. Un’apertura pari a f2.8 garantisce questo risultato (insieme ad una lunghezza focale nell’ordine delle centinaia). Se il nostro equipaggiamento non ce non la permette, potremmo accontentarci di un f4. Un valore basso per l’apertura, inoltre, ci aiuterà a mantenere ridotto il tempo di esposizione senza sottoesporre eccessivamente le foto. L’eccezione è costituita dagli scatti in cui è necessario avere lo sfondo a fuoco oppure cogliere nitidamente soggetti posti a distanza diversa rispetto all’obiettivo. Ad esempio, se vogliamo avere una panoramica del pubblico allo stadio, dobbiamo ricorrere ad un’apertura più chiusa, diciamo da f11 in su.

Per quanto riguarda l’ISO, probabilmente dovremo usare valori piuttosto elevati, soprattutto se scattiamo foto all’interno oppure dopo che il sole è calato. Dopo aver impostato apertura e tempo di esposizione, alziamo l’ISO sino a raggiungere un’esposizione soddisfacente, cercando di mantenerla più bassa possibile . Potrebbe tornarci utile abilitare l’ISO automatica.

Per avere il controllo di questi parametri, sarà necessario disporre di una fotocamera che fornisca il modo di scatto a priorità di tempi o manuale. Nel primo caso, ridurremmo il tempo di esposizione fino al valore che ci permetterà di congelare l’azione come desideriamo e la macchina cambierà l’apertura di conseguenza. Visto che il tempo di esposizione sarà molto ridotto, probabilmente la macchina sarà costretta ad aprire l’apertura, proprio come desideriamo. Se la fotocamera segnalerà una foto eccessivamente sottoesposta, allora alzeremo l’ISO o useremo l’ISO automatica. Nel modo manuale invece, avremo controllo su tutte le impostazioni e quindi basterà configurarle una ad una seguendo le linee guida appena viste.

Ci sono anche altre impostazioni a cui è meglio fare attenzione nella fotografia sportiva.

Innanzitutto sarà meglio abilitare lo scatto multiplo. In questo modo, tenendo premuto il pulsante di scatto la fotocamera eseguirà una raffica di foto, fino a che la memoria temporanea non sarà piena. Il numero massimo di foto al secondo dipende dal modello di fotocamera. Avendo più scatti ravvicinati, potremo cogliere l’evoluzione del movimento e tenere lo scatto relativo al momento più significativo.

Per quanto riguarda la modalità di autofocus, sarà meglio scegliere la messa a fuoco continua, per la selezione area AF sarà meglio impostare la selezione dinamica.

Infine, come sempre, è secondo me molto utile usare il formato RAW. Potrebbe accadere che, anche aumentando l’ISO, non saremo in grado di evitare foto sottoesposte. Usando il formato RAW sarà possibile recuperare molte di queste foto, che invece in JPEG sarebbero risultate inutilizzabili. A dire il vero, però, la fotografia sportiva e d’azione costituiscono un ambito in cui effettivamente il formato RAW potrebbe causare anche dei problemi. Infatti, la maggiore dimensione dei file riduce il numero massimo di foto al secondo, limitando l’efficacia della scatto multiplo. Se si fa un uso intensivo di questa funzione, talvolta sarà necessario ripiegare sul JPEG.

Quelle che avete appena letto sono delle linee guida che in alcuni casi saranno applicabili pari pari ma in altri necessiteranno di una personalizzazione. Usatele come punto di partenza, effettuate qualche scatto e, se i risultati non vi convincono, provate a ridurre il tempo di esposizione o ad aumentare l’ISO. Ricordatevi che, in certi casi potrebbe essere inevitabile sottoesporre leggermente le foto. Fate in modo però di sapere come correggere l’esposizione in fase di elaborazione.

Se avete mai fatto attenzione ai fotografi durante le partite di calcio a bordo campo, vi sarete accorti di come essi spesso impieghino degli obiettivi giganteschi. Si tratta di solito di obiettivi a focale fissa da 300 o 400 mm con apertura massima molto ampia. Si tratta anche purtroppo di obiettivi molto costosi (non meno di 1500€). Se volete andare sul sicuro e non avete problemi di budget, orientatevi verso questi modelli.
Se avete ambizioni più amatoriali, potrebbe fare al caso vostro un 70-300 mm f4-5.6. O, salendo di prezzo, un 70-200 mm f2.8. Obiettivi in questo intervallo di lunghezze focali sono disponibili per qualsiasi modello di fotocamera reflex, sia di marca sia di terze parti. Obiettivi con apertura massima costante, come il 70-200 citato sopra, sarebbero preferibili. Soprattutto, meglio non scendere mai sotto un’apertura massima pari a f4.
Obiettivi con lunghezze focali più corte potrebbero tornare utili, ad esempio per fare panoramiche allo stadio, foto di squadra, della panchina, ecc. Senza spendere troppo, in questi casi si può puntare su obiettivi a focale fissa ad ampia apertura, come un 50 mm f1.4 o f1.8, oppure obiettivi come il 17-55 mm o il 18-55 mm f2.8.

Per le digitali compatte
La fotografia sportiva si sposa molto meglio con le fotocamere reflex. Se però vogliamo acquistare una fotocamera compatta a questo scopo, possiamo comunque soddisfare i requisiti di cui parlavamo sopra. Attenzione quindi a scegliere una fotocamera con un rapporto di ingrandimento molto elevato, che arrivi ad una lunghezza focale massima che nel formato 35 mm si avvicini ai 200 mm. Inoltre, è fondamentale che la fotocamera disponga del modo manuale e di quello a priorità di tempi.
Per finire, alcuni modelli di digitali compatte danno la possibilità di memorizzare le foto in formato RAW. Questa funzione potrebbe rivelarsi molto utile, dandoci la possibilità in fase di elaborazione di recuperare molte foto sottoesposte a causa del breve tempo di esposizione e di correggere il bilanciamento del bianco che l’illuminazione artificiale mette in crisi. Non è un’assoluta necessità, ma può permetterci di produrre molti più scatti validi.

A disposizione
A presto.

Fonte: Fotocomefare

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