Fotografare gli uccelli..
Fotografare gli uccelli e gli animali in movimento richiede conoscenza delle regole e delle tecniche e impostazioni di scatto.




Vediamo qualche consiglio.
1) Dal punto di vista tecnico occorre, innanzitutto, essere tutt’uno con la propria attrezzatura: conoscere alla cieca il posizionamento dei comandi della propria fotocamera, in modo da poterli regolare a memoria e in modo quasi automatico. Se vogliamo davvero cogliere l’attimo, non possiamo distrarci e staccare continuamente l’occhio dal mirino per cercare la funzione che ci serve: sarebbe come se un pianista distogliesse lo sguardo dallo spartito per andare a caccia dei tasti da premere… ve lo immaginate? E lo stesso dicasi per i teleobiettivi, che ormai recano sul barilotto una moltitudine di interruttori per passare dalla messa a fuoco automatica a quella manuale, dalla stabilizzazione normale a quella per il panning e pulsanti per la memorizzazione della pre-focheggiatura e limitatori di distanza. Allenatevi: imparando a gestire tutti i comandi ad occhi chiusi, farete un grosso passo in avanti.
2) Liberi dalla sudditanza nei confronti dell’apparecchio, potrete poi concentrarvi completamente sui soggetti; qui entra in campo una certa preparazione naturalistica. Gli scatti agli animali vanno sempre eseguiti partendo da un istante prima che scena si verifichi. Altrimenti non sarebbe stato possibile “congelare” il movimento degli uccelli. Gli animali non parlano, né ci possono avvisare di un loro imminente spostamento, ma ciò che il semplice intuito non ci assicura può derivarci dall’esperienza, da uno spirito di osservazione ben allenato e da un po’ di nozione di etologia, ovvero la scienza che studia il comportamento animale. Infatti, è il linguaggio del corpo a parlare e, sapendolo interpretare nel modo giusto, molto spesso prevedere un’azione si trasforma in un gioco da ragazzi. Un esempio per gli uccelli: un segnale che ci deve mettere in preallarme, è la defecazione . Infatti, è molto frequente che, prima di decollare, gli uccelli si “alleggeriscano” del superfluo. Anche se la cosa può apparirvi poco poetica, vi garantisco che funziona.
3) Ci sono momenti interessanti nella vita dei nostri amici pennuti: il decollo, la difesa del territorio, la cibazione, la caccia o la riproduzione, ad esempio, generano situazioni decisamente scenografiche. Nel caso degli uccelli acquatici, la disputa per una femmina provoca spesso furibonde lotte che, ovviamente, si arricchiscono di spettacolari spruzzi d’acqua da congelare con tempi di scatto rapidissimi, operando in priorità di diaframmi su valori prossimi alla massima apertura disponibile.
4) In altre situazioni è possibile realizzare dei buoni scatti anche durante le operazioni di “manutenzione del piumaggio”: gli uccelli sono macchine da volo eccezionali e, proprio come qualsiasi altro velivolo, necessitano di grandi attenzioni. Nel corso della giornata, il tempo dedicato alla cura delle piume può essere anche di ore: bagni d’acqua o di polvere e penne meticolosamente lisciate col becco, a una a una, possono costituire spunti di ripresa interessanti. In ogni caso, quella che conta è una buona dose di pazienza. L’attesa verrà sicuramente ripagata con foto vincenti che valgono veramente la pena: anche in questi casi, con un po’ di esercizio e di spirito di osservazione, si può arrivare a prevedere con una frazione di secondo di anticipo l’attimo fuggente, e il gioco è fatto.
Buona caccia!
A disposizione.
A presto.

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